Il cane sportivo

Le principali patologie ortopediche riscontrabili nel cane atleta

Il cane sportivo

Le principali patologie ortopediche riscontrabili nel cane atleta

Lo scopo del presente articolo  è di eseguire una panoramica su quelle che sono le più frequenti lesioni che affliggono il cane atleta, con particolare riferimento alle attività maggiormente responsabili dell’insorgenza di tali lesioni , al trattamento, alle tempistiche di ripresa delle performance dal parte dell’atleta e alle strategie per prevenirle.

Bascula, uno degli attrezzi di Agility definito "da contatto". Atleta: Tracy-B of Crazy Sissy's Home Campionessa Italiana di Agility e Campionessa Assoluta, Conduttore: Serena Galleri. Foto di Andrea Vallarino

Slalom, si noti come l'atleta arrivi alla massima abduzione della spalla durante l'esercizio. Quest'attività comporta stress ripetuti al comparto mediale della spalla. Atleta: Blue degli Spiriti d'Argento- Agility 2, Conduttore: Barbara Gaboli.

Atterraggio da un salto sull'arto dominante (anteriore destro in questo caso) maggiormente soggetto a lesioni. Atleta: Baloo of crazy sissy's home, Conduttore: Adriano Rassu

Negli ultimi dieci anni l’interesse verso gli sport canini e le attività cino-lavorative è notevolmente incrementato, sia per quanto concerne il numero di discipline, sia in relazione alle performance degli atleti che hanno ad oggi raggiunto standard molto elevati.

Questo fenomeno ha portato a focalizzare sempre maggior attenzione verso quelle che sono le patologie più frequentemente riscontrate e attività-correlate in questi pazienti, vedendo prendere sempre più piede alla Medicina Sportiva.

Quando pensiamo a uno sport canino il primo pensiero va  ai Greyhounds nei cinodromi, in gare di racing o di coursing, ai cani da caccia e da slitta. {{1}}

In realtà negli ultimi anni hanno preso piede numerose discipline tra cui l’Agility, Mondioring,  Disc dog, Dog dance, Mantrailing e tante altre.

Le lesioni cui possono incorrere i cani atleti includono una varietà di tessuti quali:  l’osso (fratture/lussazioni); i tendini e i legamenti (rotture-stiramenti); la cute (lacerazioni); il sistema cardiovascolare (colpo di calore, disidratazione); e tanti altri.

In un interessante studio scientifico risalente al 2009 è emerso come la razza di cani più a rischio di lesioni siano i Border collie, si è inoltre riscontrato che le lesioni che occorrono più frequentemente sono a carico dei tessuti molli e  che sono determinate da  ostacoli quali quelli ad “A”, mentre la passerella e i salti con l’asta mettono a rischio l’articolazione della spalla e il rachide.{{2}}

La natura delle patologie varia in base all’attività svolta dal cane. Ad esempio i cani che praticano Agility sono interessati frequentemente da patologie a carico degli arti anteriori, soprattutto della spalla. I movimenti più “pericolosi” avvengono nella fase terminale del salto che comporta l’atterraggio sugli arti anteriori, prima sull’arto “dominante”. La natura ripetitiva di questi movimenti aumenta l’impatto della forza verticale sulle articolazioni dell’arto anteriore causando sia patologie acute di tipo traumatico che  patologie croniche da sovraccarico sopratutto sull’arto “dominante”. 

Nei cani da caccia riscontriamo con maggior frequenza lesioni a carico di spalla, gomito  e carpo. Le zoppie causate da strappi o stiramenti muscolari sono considerate patologie minori e vengono generalmente portate all’attenzione del Veterinario solo se perdurano da più tempo. Molti di questi problemi, se trascurati, possono divenire patologie croniche che pregiudicano inevitabilmente non solo la carriera sportiva-lavorativa del cane, ma anche la sua vita quotidiana.

I levrieri da corsa invece sono maggiormente predisposti a lassità teno-legamentose e fratture da stress a causa dei movimenti ripetitivi che compiono girando nella stessa direzione nella pista da corsa.{{3}}

Di seguito elencheremo le più comuni patologie ortopediche del paziente sportivo, nella tabella 1 vengono riportate le principali patologie divise a seconda dello sport praticato, nella tabella 2 sono elencati i siti anatomici ove si localizzano le lesioni e gli attrezzi dove maggiormente incorrono queste lesioni.

Tabella 1: (azzurra) Sport canini e lesione attività-correlate. Tabella 2: (bianca) Siti anatomici ove si localizzano le lesioni nei cani che praticano Agility e correlazione tra lesione e attrezzo (tratta da Levy I, Hall N et al A preliminary retrospective survey of injuries occuring in dogs participating in canine agility. Vet Comp Orthop Traumatol 4/2009).

Arto Anteriore

Tra le patologie del cane sportivo che interessano gli arti anteriori si annoverano lesioni muscolo-tendinee, fratture, lussazioni. Il sito anatomico maggiormente colpito risulta essere la spalla, soprattutto nei cani che praticano Agility.

A seguire troviamo lesioni a carico dell’articolazione del gomito che consistono in lussazioni, lacerazione dei legamenti collaterali e frammentazione traumatica del processo coronoideo mediale o osteoartrite.{{4}} 

Tra le patologie di spalla :

 

Tenosinovite del bicipite brachiale

Essa consiste nell’infiammazione del tendine del muscolo bicipite brachiale e della rispettiva guaina. E’ una patologia piuttosto frequente nel paziente sportivo.

Il muscolo bicipite brachiale si estende “a ponte” tra le due articolazioni di spalla e gomito ed è deputato alla flessione del gomito ed ha la funzione di estendere e stabilizzare l’articolazione della spalla durante la stazione e la fase di carico della locomozione.{{5}}
La causa della tenosinovite bicipitale nei cani sportivi va ricercata nei traumi conseguenti agli sforzi ripetuti. Questi includono contatti two-on/two-off che avvengono a livello degli attrezzi di contatto come ad esempio la bascula, atterraggi verticali sugli arti anteriori da altezze di una certa entità, cambi rapidi di direzione e contrazioni ripetute del muscolo con spalla flessa e/o gomito esteso. 

I soggetti affetti presentano una zoppia variabile da lieve a moderata, persistente nei casi acuti mentre intermittente a remissione con il riposo e peggioramento dopo esercizio fisico nei casi più cronici.  Il cane atleta  presenta difficoltà nei cambi rapidi di direzione, riluttanza al salto. I pazienti che praticano Agility presentano rifiuti negli ostacoli di contatto e urtano la barra con gli arti anteriori duranti il salto.{{6}}

Il trattamento varia in base alla gravità della lesione e può includere la restrizione dell’esercizio fisico; la fisioterapia riabilitativa (ultrasuoni, PROM, stretching, TENS, idroterapia); infiltrazione mediante farmaci corticosteroidei; medicina rigenerativa (PRP, cellule staminali). Si ricorre al trattamento chirurgico in assenza di riposta positiva al trattamento conservativo e nei casi gravi (avulsione, lacerazione).{{7}}

La prognosi è da buona a eccellente per la maggior parte dei cani trattati chirurgicamente, ma al momento non vi sono sufficienti dati scientifici per definire il  livello di performance post chirurgia.{{8}} {{9}}

 

Tendinopatia inserzionale del sovraspinato

Il muscolo sovraspinato origina dalla scapola e si posiziona cranialmente all’articolazione della spalla, per terminare inserendosi sulla porzione prossimale dell’omero presso il tubercolo maggiore. La sua funzione è quella di estendere la spalla, stabilizzarla passivamente. 

Tra i processi patologici riconosciamo  la tendinosi da sovraccarico muscolo tendineo e la sua conseguente mineralizzazione.  La tendinopatia del sovraspinato è caratterizzata  un punto di fragilità focale a livello dell’inserzione del sovraspinato presso il tubercolo maggiore dell’omero, che nei casi più cronici può arrivare a calcificare e mineralizzare. Le aree di calcificazione possono essere uniche o multiple.

Questa patologia spesso coesiste con altre affezioni come l’osteoartrosi scapolo-omerale generalizzata, lesioni al legamento gleno-omerale mediale e la tenosinovite bicipitale.{{10}}

Tra le cause si annoverano i microtraumi ripetuti, la “sindrome da abuso articolare” e i disturbi di circolo.{{11}}

La sintomatologia clinica è variabile, vi sono pazienti che non mostrano una zoppia evidente fino al momento dell’insorgenza della calcificazione del tendine e alla frequente lacerazione simultanea del tendine del bicipite brachiale; in altri soggetti, invece, la zoppia insorge più precocemente, anche senza la presenza di mineralizzazioni.{{12}} Non è raro riscontrare con esame radiografico la presenza della calcificazione come reperto occasionale in assenza di segni clinici quali zoppia in corso o pregressa.

In funzione della gravità della patologia, le opzioni di trattamento possono essere di tipo conservativo (riposo, FANS, infiltrazioni mediante farmaci corticosteroidei), includendo anche la terapia riabilitativa (onde d’urto, ultrasuoni, laserteapia, idroterapia), o di tipo chirurgico che consiste nella rimozione della calcificazione e nello splitting tendineo. La terapia chirurgica si riserva ai pazienti che non rispondono al trattamento conservativo.{{13}}

 

Miopatia del teres minor 

Il teres minor appartiene al gruppo muscolare della cuffia dei rotatori, insieme ai muscoli sottoscapolare, infraspinato e sovraspinato. È deputato principalmente alla flessione ed alla parziale rotazione latero-mediale dell’articolazione della spalla. 

L’eziologia della miopatia del teres minor è sconosciuta, la sua insorgenza acuta può essere conseguente ad un sovraccarico muscolotendineo dato da un’intensa attività fisica. Traumi e microtraumi a carico di fibre muscolari, nervi e vasi sanguigni possono infatti essere motivo di alterazioni degenerative.{{14}}

I cani affetti dalla patologia presentano una zoppia moderata e dolore all’estensione della spalla. Il trattamento conservativo risulta efficace nelle fasi precoci, nei casi cronici si rende necessario il trattamento chirurgico che prevede la resezione del tessuto fibroso e del tendine.{{15}}

Considerata la vicinanza anatomica e la similare funzione di entrambi muscoli verrà fatto un breve accenno alle affezioni del muscolo teres major.

I soggetti che praticano flyball vanno frequentemente incontro a strappi a carico di questo muscolo, essi sono causati da eventi traumatici o sovraccarico muscolare.{{1}}{{15}}

La lesione muscolare viene solitamente trattata tramite il riposo e la somministrazione di farmaci antinfiammatori. I casi di recidive risultano frequenti, problema che può essere parzialmente risolto tramite sedute di ultrasuonoterapia e/o laserterapia.{{15}}{{16}}

 

Contrattura del muscolo infraspinato

L’infraspinato è un muscolo che ricopre molteplici funzioni a livello di articolazione della spalla, è deputato alla flessione e all’estensione dell’arto anteriore, alla sua rotazione laterale e nella stabilizzazione passiva della spalla (Evans, 1993). Il muscolo infraspinato è la maggiore struttura di supporto laterale di quest’articolazione, la sua contrattura determina l’assunzione di una tipica postura con arto abdotto, extraruotato e parzialmente esteso.

La causa dell’insorgenza di questa patologia si ritrova nei traumi e microtraumi ripetuti. Tale affezione colpisce principalmente cani utilizzati in attività venatoria, ma anche soggetti sportivi. Nella fase acuta si può evidenziare una zoppia di grado variabile che va poi in remissione. Nelle fasi successive si assiste alla presenza di una zoppia meccanica continua con circonduzione esterna dell’arto affetto.

Nella fase acuta parte dei soggetti è responsiva a trattamento conservativo mediante riposo e iniezione di farmaci corticosteroidei.

Nei soggetti non rispondenti alla terapia medica e/o nei casi cronici è indicato il  trattamento chirurgico che prevede la resezione della porzione di tessuto muscolare colpito da fibrosi, la tenotomia del tendine inserzionale del muscolo infraspinato e la rimozione delle relative aderenze.{{18}}

La prognosi per il ritorno allo stesso livello di attività atletica precedente all’insorgenza di della patologia è sconosciuta, perché questa è una condizione che si verifica di frequente in concomitanza con altre lesioni a carico della spalla.{{1}}

 

Instabilità mediale di spalla

L’instabilità mediale di spalla è una patologia frequente, ma sotto diagnosticata che causa zoppia anteriore nei cane atleti.{{18}} {{19}}

Tale condizione patologica può essere assimilata alla lesione della cuffia dei rotatori che avviene nell’uomo.  L’esatta causa di questa patologia è sconosciuta, ma si pensa che l’attività ripetuta cronicamente, il sovrauso e più raramente il trauma possano determinarla.

Cani atleti come pazienti che praticano agility sottopongono a stress estremo tendini, muscoli e legamenti. Attività come i salti abbinati a cambi di direzione e lo slalom portano la spalla vicino al suo range di abduzione, sottoponendo a stress i tessuti molli del comparto mediale. L’ overuse porta a degenerazione delle strutture di supporto della spalla, diminuendo la loro resistenza alla trazione e predisponendole a sfilacciamento, lacerazioni e in taluni casi rotture complete.{{20}}

I pazienti affetti presentano una zoppia di gravità variabile, riduzione delle performance in particolare carenza di velocità negli spunti, rifiuto nel girare stretto.

A seconda della gravità della patologia si opta per un trattamenti tipo conservativo con riposo, tutori volti ad evitare l’abduzione della spalla da utilizzare per 2-3 mesi associati a un programmai fisiatrico di riabilitazione, in letteratura si riporta che il 25% dei soggetti presenta un recupero da buono ad eccellente. Nei casi più gravi si ricorre al trattamento chirurgico che prevede diverse tecniche con un 85%-93% dei soggetti che ottiene una buona funzionalità. 

Il ritorno alle competizioni per cani che praticano agility è stato stimato in uno studio scientifico retrospettivo condotto dal Veterinary Orthopaedic Sport Medicine Center.    Tale studio ha stimato che l’80% dei cani che erano inizialmente afflitti dalla patologia di grado moderato ed erano stato sottoposti a trattamento con radiofrequenza, tutore e programma riabilitativo, entro i 10 mesi dal trattamento tornava all’attività di agility con performance uguali o migliorate rispetto al pre-trauma.{{20}}

 

Lesioni carpali

Le lesioni in cui possono incorrere i cani atleti sono la tendinopatia del flessore ulnare del carpo o la sua avulsione; lesioni a carico del tendine del flessore superficiale delle dita (cani che praticano Flyball e Agility); rottura dei legamenti collaterali laterali e mediali; tenosinovite stenosante dell’abduttore lungo del pollice, lesioni da iperestensione per lacerazione dei legamenti palmari (Flyball, Agility, Cane da ferma); frattura o lussazione dell’osso radiale del carpo; frattura dello processo stiloideo e instabilità articolare o osteoartrite ( Greyhounds da corsa).

Gli strappi e le tendinopatie possono trovare soluzione in un trattamento di tipo conservativo quali laser e onde d’urto utilizzate allo scopo di stimolare la guarigione e incrementare la resistenza delle fibre guarite.{{21}}{{23}}

Durante la terapia e per le settimane successive il paziente dovrà restare a riposo e indossare un bendaggio steccato o un apposito tutore.

Cambio rapido di direzione all'uscita dallo Slalom e dal tunnel. Questo tipo di attività sottopone articolazioni e strutture teno-legamentose a stress ripetuti. Atleta: Baloo of Crazy Sissy's Home, Conduttore: Adriano Rassu

Cambio rapido di direzione all'uscita dallo Slalom e dal tunnel. Questo tipo di attività sottopone articolazioni e strutture teno-legamentose a stress ripetuti. Atleta: Baloo of Crazy Sissy's Home, Conduttore: Adriano Rassu

Arto posteriore

Nei cani sportivi e da lavoro le lesioni muscolari sono molto comuni, in uno studio su levrieri da corsa è stato visto come questi rappresentino tra il 3 e il 25% delle lesioni totali.{{24}}

La maggior parte dei cani che praticano attività agonistica, come l’agility o il dog racing, vengono affetti almeno una volta durante la loro carriera sportiva da lesioni muscolari acute. I fattori predisponenti tengono conto dell’età, della conformazione fisica; della presenza di patologie pregresse; del temperamento del cane; dell’intensità d’allenamento e della dieta; delle condizioni di allenamento quali la natura del terreno; condizioni climatiche; durata dello sforzo massimale.

Le lesioni muscolari possono essere di grado lieve/moderato, come le contusioni o distrazioni, o grave, come gli strappi o le rotture muscolari complete. Le contusioni derivano da un trauma concussivo che genera un danno vascolare e conseguente formazione di ematoma. Le lacerazioni si formano in seguito a traumi con oggetti taglienti.{{25}}

Le lesioni muscolari più frequenti a carico dell’arto pelvico in cani sportivi e da lavoro sono: 

  • La miopatia dell’ileopsoas; 
  • La rottura dei muscoli gracile, semitendinoso, semimembranoso;
  • La contrattura del muscolo quadricipite femorale;

Tra le lesione teno-legamentose più frequenti ricordiamo la rottura del legamento crociato anteriore e le lesioni a carico del tendine d’Achille.

 

Miopatia dell’Ileopsoas

Il muscolo psoas origina dai processi trasversi della seconda e terza vertebra lombare e dai corpi vertebrali di L4-L7, più avanti si unisce al muscolo iliaco per formare il muscolo ileopsoas ed inserirsi sul piccolo trocantere femorale. La sua funzione principale è la flessione dell’articolazione dell’anca.{{26}}

 Il nervo femorale passa attraverso le fibre del muscolo psoas ed ileopsoas. In caso di emorragia in quest’area o di strappo muscolare, la compressione o stiramento del nervo può portare ad una neuropatia femorale.{{27}}

La diagnosi si basa sulla visita clinica coadiuvata da indagini strumentali avanzate quali l’ecografia tenomuscolare, la risonanza magnetica e la tomografia computerizzata. 

La palpazione diretta del muscolo causa dolore così come l’estensione con rotazione interna dell’anca e la digito pressione sul punto d’inserzione del muscolo sul piccolo trocantere. I soggetti colpiti vengono trattati conservativamente con riposo, breve somministrazione di antinfiammatori non steroidei, miorilassanti e fisioterapia manuale e strumentale.{{28}}

La terapia chirurgica è riservata ai casi più gravi che non rispondono alla terapia conservativa. 

La miopatia dell’ileopsoas spesso è dovuta ad un difetto dell’andatura, quindi è importante localizzarlo e correggerlo onde evitare recidive. Un corretto iter fisiatrico è di fondamentale importanza per un pronto recupero e quindi il rientro all’attività agonistica.

 

Rottura del muscolo gracile, semitendinoso e semimebranoso

Il muscolo gracile origina a livello della sinfisi pelvica e si inserisce sul versante prossimomediale della tibia fino a prendere parte del tendine d’Achille. La sua funzione principale è quella di addurre ed estendere l’anca, ma partecipa anche alla flessione del ginocchio ed all’estensione del tarso.

La rottura del muscolo gracile è una patologia comune nei Greyhounds da corsa che può verificarsi a livello della giunzione muscolotendinea, all’origine o creare una frattura da avulsione nel punto d’inserzione.{{29}} {{30}}

Clinicamente è evidente la formazione di un ematoma sulla superficie interna della coscia ed il grado di zoppia è variabile a seconda che sia una rottura parziale o completa. Il trattamento è chirurgico.{{29}}

 La rottura del muscolo gracile si associa spesso a quella dei muscoli semitendinoso e semimembranoso.{{31}}

I muscoli semitendinoso e semimembranoso originano dalla tuberosità ischiatica, il primo, si attacca medialmente alla diafisi tibiale partecipando alla formazione del tendine d’Achille ed incaricandosi di estendere l’anca ed il garretto e cooperare alla flessione del ginocchio. Il secondo, presenta due capi muscolari che si attaccano uno a livello della porzione caudomediale del femore distale ed uno sul versante caudomediale della tibia prossimale ed il suo compito principale è quello di estendere l’anca quando la zampa è ben ancorata al terreno.{{26}}

Alla visita clinica i soggetti presentano una lieve zoppia ed un tipico movimento di slancio dell’arto colpito verso l’esterno durante la deambulazione. La formazione dell’ematoma è correlata alla gravità della lesione. La tempestività nel trattare le lesioni ed una buona terapia riabilitativa fa si che la prognosi sia da buona ad eccellente.{{25}}

 

Contrattura del muscolo quadricipite femorale

Il muscolo quadricipite femorale è formato dal retto femorale (craniale), vasto laterale (laterale), vasto mediale (mediale) e dal vasto intermedio che ricoprono il femore cranialmente, lateralmente e medialmente. Distalmente i ventri si uniscono a formare il tendine che include la rotula e si inserisce a livello della tuberosità tibiale. Le sue funzioni principali sono l’estensione del ginocchio e la flessione dell’anca.{{32}}

La contrattura del muscolo quadricipite femorale avviene frequentemente in seguito a fratture di femore in particolare nei cuccioli, ma in alcune circostanze può svilupparsi anche in cani adulti. L’incidenza aumenta quando la gestione postoperatoria per la guarigione della frattura richiede un’immobilizzazione con uno scarso utilizzo dell’arto operato o se la guarigione è protratta.

Nei cani sportivi e da lavoro la contrattura può insorgere in seguito ad attività fisica troppo intensa, eventi traumatici o immobilizzazioni prolungate dell’arto in estensione nel corso di gestioni postoperatorie.{{33}}

Alla visita clinica dei soggetti nella fase iniziale della patologia è possibile apprezzare un insufficiente utilizzo dell’arto con atrofia del muscolo quadricipite ed alla palpazione è possibile avvertire la contrattura, tuttavia la flessione del ginocchio è conservata seppur diminuita rispetto all’arto controlaterale. Nello stadio più avanzato, quello più comunemente riscontrato, la zampa viene tenuta dritta con l’estensione sia dell’articolazione del ginocchio che del garretto. L’ Animale ha difficoltà a deambulare ed usa l’arto come una “stampella” arrivando anche a lesionarsi la superficie volare del piede. Alla palpazione sopra il femore si può causare dolore e notare il muscolo quadricipite femorale atrofizzato e come una banda tesa. Nè il ginocchio nè il garretto possono essere flessi fino ad arrivare, nei casi più gravi, ad un “genu recurvatum” (il femore e la tibia formano un angolo maggiore di 180°).

Si assiste alla patologica sostituzione delle fibre muscolari con tessuto fibroso. Secondariamente possono formarsi aderenze tra muscoli ed ossa insieme a fibrosi periarticolare ed eventuale anchilosi articolare.{{34}}

Le opzioni terapeutiche sono limitate. La prevenzione è quella che offre migliori possibilità di successo. Bisogna, quindi, riconoscere i primi sintomi della malattia e ripristinare, il prima possibile,  la normale mobilità articolare attraverso l’utilizzo dell’arto e la fisioterapia. La terapia chirurgica ha un successo limitato e consiste principalmente nel rimuovere le aderenze tra osso e muscolo e quelle periarticolari; questa deve essere sempre seguita da un buon programma di riabilitazione per prevenire le recidive.{{35}}

 

Rottura del tendine d’Achille

Il tendine calcaneale comune (tendine d’Achille) a causa della sua posizione anatomica (si inserisce a livello della tuberosità calcaneale), è piuttosto vulnerabile e risulta esposto a traumi di diversa natura. La sua funzione principale è l’estensione dell’articolazione del garretto e la flessione del ginocchio e delle dita.

E’ composto da tre parti principali: i due tendini del muscolo gastrocnemio; il tendine comune dei muscoli gracile, semitendinoso e bicipite femorale; il tendine del muscolo flessore superficiale delle dita.

La maggior parte dei casi di rottura del tendine d’Achille riguarda cani molto attivi o sportivi di taglia grande.

La rottura può essere totale (coinvolge tutto il tendine) o parziale (parti del tendine). Le cause più comuni sono una rottura traumatica, che di solito si presenta con un taglio completo del tendine, e una rottura atraumatica, che spesso si presenta come una lacerazione parziale che coinvolge solo il tendine del muscolo gastrocnemio, che si stacca dal calcaneo (avulsione), lasciando intatto il tendine del muscolo flessore superficiale delle dita.{{36}}

La rottura completa del tendine è preceduta da un evento traumatico spesso dovuto a ferite da parte di un oggetto tagliente o come conseguenza di una frattura d’avulsione della tuberostà calcaneale. Si riscontra una maggiore frequenza in cani giovani al di sotto dei due anni d’età, a livello della giunzione tra tendine ed osso immaturo.{{37}}

Nella rottura parziale raramente viene riportato un trauma acuto. La causa di questa condizione è oscura, ma è probabile sia il risultato di traumi ripetuti nel tempo (es. salti). Si sono visti cambiamenti morfologici del tendine del gastrocnemio sul punto d’inserzione che possono portarlo a rottura, infatti il tendine a questo livello presenta una minor resistenza alla trazione rispetto alla sua porzione prossimale.{{38}}

La diagnosi si basa sulla visita clinica, l’ecografia può risultare utile per identificare il sito e la natura del taglio in caso di rottura traumatica.{{39}}

Lo studio radiografico è, invece, utile al fine di diagnosticare fratture d’avulsione a livello del tubercolo calcaneale.

Il paziente può non aver dolore ed alla palpazione si può notare una perdita di continuità o un ispessimento del tendine, talvolta può essere visibile un livido o una piccola ferita. Nei casi di rottura completa il soggetto assume la tipica postura moderatamente o marcatamente plantigrada a seconda della gravità della lesione. Nei casi di avulsione del tendine del gastrocnemio dal tubercolo calcaneale, si osserva un atteggiamento tipico di flessione del ginocchio e delle dita (in quanto il tendine del muscolo flessore superficiale delle dita è ancora integro).{{37}}

La terapia è chirurgica e consiste nel suturare il tendine, in caso di rotture complete o riattaccare il tendine al calcaneo, in caso di rotture parziali. In entrambi i casi è consigliabile immobilizzare il tarso in estensione attraverso una vite calcaneotibiale {{40}}, un fissatore. {{42}} {{43}}

La fisioterapia è fondamentale per il ripristino della completa escursione articolare e del normale trofismo muscolare.

La prognosi è buona ed in alcuni studi a lungo termine si è visto come i risultati siano da buoni ad eccellenti nel 72% e 94% dei casi.{{43}} {{44}}

In uno studio condotto su cani atleti hanno riscontrato che nel 71% dei casi si ha un completo ritorno all’attività fisica mentre nel restante 29% si ha un moderato livello di zoppia per tutto il corso della vita.{{45}}

 

Rottura traumatica acuta del legamento crociato anteriore

Il legamento crociato anteriore è la principale struttura anatomica che stabilizza l’articolazione del ginocchio impedendo sia la traslazione craniale della tibia rispetto al femore sia la rotazione interna della tibia. Vi è, oltre ad una predisposizione genetica, una predisposizione anatomica nel cane alla rottura del legamento crociato anteriore. Infatti, l’inclinazione del piatto tibiale rispetto all’asse della tibia stessa, che nell’uomo è di circa 5°-7°, nel cane varia da 18° a 60° (in media 24°). Più quest’inclinazione è elevata e maggiore sarà la spinta craniale della tibia durante l’appoggio con conseguente maggiore sollecitazione del legamento crociato anteriore.{{46}}

Nel cane sportivo la rottura del LCA può essere associato ad un trauma diretto, come una rotazione interna violenta della tibia a ginocchio flesso od un’iperestensione forzata del ginocchio. La rottura può essere completa o parziale.

Alla visita clinica i soggetti presentano marcato dolore, gonfiore dell’articolazione, zoppia di III-IV grado ed instabilità articolare (test del cassetto e di compressione tibiale positivi che denotano lo scivolamento craniale della tibia rispetto al femore).

Allo studio radiografico si evidenziano segni di ectasia articolare in assenza di osteofitosi.{{47}}

Il trattamento è di tipo chirurgico con tecniche biomeccaniche di stabilizzazione del ginocchio (TTA/TPLO).

Dopo un intervento chirurgico di TPLO, già dalla quarta settimana il cane riprende il completo carico sull’arto operato ed all’ottava settimana, la maggior parte dei soggetti, al controllo radiografico mostrano una guarigione ultimata e possono intraprendere il ritorno graduale alla normale attività fisica. Alcuni cani richiedono un mese in più per la completa guarigione. Come in umana, la terapia riabilitativa può velocizzare il completo recupero funzionale del ginocchio.{{48}}

Nella figura 7a il paziente, atleta di Agility, presenta una lesione dei legamenti palmari e conseguente iperestensione del polso e atteggiamento plantigrado. Nella figura 7b il paziente, cane da caccia, presenta una lesione a carico della giunzione muscolo-tendinea del flessore ulnare del carpo (la freccia blu indica il gonfiore e la sede della lesione).

Nella figura 7a il paziente, atleta di Agility, presenta una lesione dei legamenti palmari e conseguente iperestensione del polso e atteggiamento plantigrado. Nella figura 7b il paziente, cane da caccia, presenta una lesione a carico della giunzione muscolo-tendinea del flessore ulnare del carpo (la freccia blu indica il gonfiore e la sede della lesione).

Conclusioni

Il Cane sportivo è da considerarsi un atleta a tutti gli effetti alla stregua di un Atleta umano. E’ errato pensare che non possa andare incontro a lesioni o che non siano necessarie tutte le attenzioni che invece adotteremmo se si trattasse di un atleta a “due zampe”.

Ogni cane che intenda intraprendere un percorso sportivo dovrebbe essere sottoposto a valutazione preliminare da esperti del settore per ottenere l’abilitazione alla pratica sportiva (valutazione Ortopedica, Oculistica, Cardiovascolare, Esami del sangue) evitando  così di utilizzare soggetti affetti da patologie che non solo porterebbero a una riduzione delle performance ma altresì graverebbero sull’integrità fisica.

Il proprietario di un cane che pratica sport solitamente è molto attento e si accorge precocemente dei primi ” campanelli d’allarme” quali il calo delle perfomance; la zoppia; la diminuzione della forza propulsiva a carico del treno posteriore; l’esecuzione di uno  slalom anomalo; le stecche nei salti; l’ alterazione della postura in stazione e da seduto. 

Altre volte i segni clinici non sono così evidenti da poter essere percepiti anche dal proprietario più attento. Per questo è importante per un cane atleta programmare delle visite di controllo annuali o semestrali.

Nei pazienti infortunati va  considerata l’importanza del riposo post infortunio e vanno rispettati i tempi di ripresa, i tessuti lesionati devono poter guarire completamente prima di essere nuovamente sottoposti a stress.

Infine non è da sottovalutare l’importanza di  un buon riscaldamento (warm up) e defaticamento  (cool down) pre attività (allenamento o gara) nella prevenzione degli infortuni e nel miglioramento delle performance atletiche sia per il cane che per il conduttore. Uno studio condotto su atleti olimpici che non utilizzavano il riscaldamento ha evidenziato come corressero il 7% più piano, questo traslato su un paziente che pratica Agility ammonta a più di 4 secondi!

Fase iniziale del salto. Si notino gli arti posteriori in massima estensione. La stabilità in questa fase viene data dalla contrazione eccentrica di gruppi muscolari tra cui ricordiamo il muscolo ileopsoas il quale può andare in contro a lesioni quali stiramenti o strappi. Atleta : Lamù- Agility 3, Conduttore: Gianluca Gaeta

Fase di sospensione del salto. Il 64% degli atleti canini va in contro a lesioni nelle attività ostacolo-correlate. Atleta: Kevin Costner- Agility 1, Conduttore: Sabrina Dominio. Foto di Giulia Cibrario.

Gli speroni (frecce blu) agiscono come punto di ancoraggio fondamentale durante le virate strette . Atleta: Olaf of Crazy Sissy's Home. Conduttore: Adriano Rassu.

Bibliografia

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2.

Levy L., Hall C., Trentacosta N et al. A preliminary retrospective survey of injuries occuring in dogs participating in canine agility. Vetc Comp Orthop Traumatol 4/2009.

3.

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Domande Frequenti.

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Verum è il primo servizio di nutrizione per il tuo cane, su misura e consegnato direttamente a casa tua.

2. Come funziona Verum?

Iniziamo col chiederti informazioni precise sul tuo migliore amico, creando un account personale per gestire i suoi dati e offrirti il programma di nutrizione studiato su misura per lui. Il tuo cane seguirà un programma di alimentazione personalizzato per le sue esigenze, studiato e controllato da specialisti e variegato secondo i suoi gusti.

3. Da cosa sono composte le ricette?

Verum non è il solito cibo per cani, è composto da ingredienti freschi, naturali e di stagione come verdure (piselli, carote e patate), carne (manzo, maiale e pecora) e molti altri.

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9. Avrò un consulente dedicato?

Con Verum non sarai mai da solo. Un nostro consulente sarà sempre a tua disposizione per gestire al meglio la nutrizione del tuo cane e risolvere ogni tuo dubbio.

10. Le ricette sono adatte anche per i cani patologici?

È possibile studiare ricette adatte alle esigenze di ogni cane. Sarà sufficiente inserire la patologia nel momento della configurazione del tuo cane e sarai ricontattato da un nostro specialista per una consulenza nutrizionale.

11. Per quanto tempo si conserva l'alimento?

Se conservato in frigorifero, l’alimento si conserva per 2/3 settimane e seconda della ricetta. Se conservato in freezer, l’alimento si conserva fino a 3 mesi.

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Al momento è disponibile solo per i cani. Le ricette per i gatti saranno disponibili dal 2021.

14. E’ possibile provare il Verum Pet Service senza abbonarsi?

Sì certo. Puoi provare il servizio Verum per un periodo di 14 giorni grazie al Verum Test Box. Dopo aver registrato “il tuo cane” e i dati personali, potrai scegliere una delle ricette proposte attraverso tutte le informazioni come il prezzo, gli ingredienti e i tenori analitici, la razione giornaliera e altro. Qualora registrando “il tuo cane“ inserirai la presenza di patologie o gestazione il Verum test Box risulterà momentaneamente non applicabile e verrai contattato per una consulenza.

15. Quando posso attivare il Verum Pet Service?

Questo abbonamento diventa accessibile solo dopo aver effettuato la prova del servizio, ovvero il Verum test Box. Fanno eccezione i casi in cui il Verum test Box risulta non applicabile ed il cliente viene contattato direttamente per una consulenza (per esempio in caso di patologie).

16. Quanto dura l’abbonamento al Verum Pet Service?

L’abbonamento Verum Pet Service ha valenza 12 mesi a partire dall’attivazione, sarà concluso con l’ultima consegna di merce necessaria al sostentamento alimentare per l’intero anno contrattuale salvo rinnovo per ulteriori 12 mesi.

17. Come si rinnoverà l’abbonamento?

Il rinnovo del Verum Pet Service avviene automaticamente se il cliente non comunica disdetta entro i 14 gg successivi all’ultima consegna dell’anno, in questo caso il programma manterrà le medesime condizioni compreso il prezzo.

18. Quante consegne sono effettuate durante un mese?

Sono previste 2/3 consegne mensili attraverso il servizio consegna su appuntamento dove previsto. Verum garantisce la presenza di una scorta residua tra una consegna e l’altra, la rotazione delle scadenze è a cura del cliente.

19. Rimborso della merce

Verum si impegna a garantire il mantenimento costante dell’animale inserito nel programma di nutrizione.
Qualora il cliente riceva merce deperibile danneggiata o qualora la merce si danneggi durante lo stoccaggio refrigerato a cura dello stesso cliente, Verum si impegna ad intervenire secondo i tempi tecnici per sostituire la merce .
Il cliente dovrà contattare Verum per segnalare l’accaduto e consegnare la merce danneggiata all’appuntamento successivo.

20. Come posso pagare il servizio?

I pagamenti potranno essere effettuati mediante Satispay e Paypal. Non si accettano vaglia postali né assegni bancari.